In questi giorni, ho ascoltato alcune interviste a Carmen Consoli. Vi confesso che sono rimasto piuttosto affascinato quando l'ho vista, in un video, dare risposte sempre interessanti a domande di stupidità ineguagliabile: vedi e senti che riflette per scegliere ogni parola, e dice cose che ti fanno pensare, e quindi ti arricchiscono. Si presenta all'intervista completamente struccata, che sarebbe un dettaglio irrilevante in una società sana e invece oggi ci stupisce, e sicura di se offre cultura, rielaborazione e opinione.
Ho pensato, però, di riproporvi un'altra intervista, in cui è ancora più incisva: in costume di scena e marcando l'accento della sua terra, presenta "Mio zio", una sua canzone che parla di stupro, e poi definisce il rock con una memorabile provocazione...
Parliamo del primo di due concerti dei Negramaro a Torino, quello del 18 ottobre 2011. Un concerto che abbiamo atteso a lungo: la data prevista era il 29 marzo, ma l'evento è stato rimandato, così come tutto il Casa 69 Tour, a causa dell'intervento alle corde vocali del cantante Giuliano Sangiorgi. Prezzi dei biglietti "nella norma": da 34,5 Euro del 2° anello non numerato fino a 46 Euro per i posti numerati del 1° anello; circa 38 Euro per il parterre (in piedi). Tenendo conto della conformazione del PalaIsozaki, che consente una buona visuale e percezione acustica quasi da qualsiasi posto, e della spettacolarità "luminosa", direi che hanno fatto un uttimo affare un po' tutti gli spettatori, dalle prime file a pochi centimetri dalla band fino a quelli più distanti, che hanno potuto godere di una bella vista d'insieme. Non dico per dire: questa volta mi è stata data dall'organizzazione Set Up Live, che ringrazio, la possibilità di girovagare per il palazzetto e quindi ho potuto provare un po' tutte le situazioni preferendo, infine, un posto molto distante dal palco. Si, lontano, certo, ma non prima di avere scattato qualche bella fotografia dal "fronte palco", insieme ai fotografi veri... Le foto le ho sparse qua attorno, un po' alla rinfusa.
Senz'altro, è proprio un bello spettacolo di musica, prima di tutto. Le canzoni, come leggerete più avanti nella scaletta del concerto, sono principalmente quelle di Casa 69, è ovvio. I suoni sono curati: quelli artificiali dell'elettronica, le distorsioni della chitarra elettrica e i suoni naturali del pianoforte affollano lo spettro udibile nella sua interezza. Come va di moda, i bassi sono esaltati all'inverosimile. Questo è il sound dei Negramaro.
Poi, è un bello spettacolo di luci e di colori: pannelli LED giganti fungono sia da apparecchi illuminanti, insieme ai proiettori, sia da schermi per rappresentare immagini. Veramente uno sballo! Il colore dominante, a parte la luce bianca abbagliante, è certamente il rosso-cuore, con evidente riferimento alla scultura in vetro dell'uomo-cuore, realizzata da Ermanno Carlà (bassista) e rappresentata sulla copertina del disco.
Iniziamo da alcune questioni di cronaca e numeri inutili, almeno oggi, ma che mi interesseranno quando rileggerò questo articolo fra una decina d'anni: il concerto di Battiato, che fa parte della rassegna MITO Settembe Musica di Torino, si è tenuto all Palaolimpico (o PalaIsozaki, o Pala-che-ti-pare-a-te). I biglietti erano esauriti da qualche giorno, non da tantissimo. I prezzi: 20 Euro per il parterre (posti a sedere numerati, dico "a sedere, numerati", e mi vien da ridere...) e 15 Euro per le gradinate. Prezzi molto più che popolari, anche in questo 2011 di crisi economica, e direi che qui ci scappa un bel "Grazie!" a chi si adopera perché manifestazioni così interessanti siano accessibili a tutti, o quasi, vero? Ho detto quasi, perché diverse persone mi hanno detto che non sarebbero venute al concerto in quanto, in questo momento, devono sostenere delle altre spese. Questo è purtroppo un tipo di risposta che non mi stupisce più, e me lo segno nel blog perché spero, invece, che mi meraviglierò quando rileggerò queste righe.
Apre il concerto Arisa, pochi minuti dopo le 21, accompagnata al pianoforte dal maestro Giuseppe Barbera. Con i suoi modi ingraziati, Arisa canta alcuni brani scritti per lei o per altri. Il pubblico dimostra di gradire, ma certo non c'é paragone rispetto all'entusiasmo che si manifesterà dopo pochi minuti, alle 21.30, per l'esibizione di Battiato.
Il cantautore apre con "Up patriots to arms", entrando in scena con un gruppo di nove musicisti. Praticamente, forse temendo di dimenticarsi qualcuno, si è portato appresso tutti quelli di cui poteva aver bisogno: batterista, chitarrista, bassista, pianista, tastierista e quartetto d'archi (lo dico anche a voi, non uscite mai di casa senza un quartetto d'archi, non vorrei mai che vi trovaste nella condizione di averne bisogno e non ne aveste uno a disposizione in quel momento). Totale: 10 persone sul palco, e altre 16-18 mila intorno (qual è la capienza del PalaIsozaki? Non saprei...) Serve un ingegnere del suono per davvero: Pino Pischetola. Bel lavoro!
Ebbene, questa è la scaletta del concerto di Franco Battiato a Torino del 15 settembre 2011 (spero di non avere dimenticato nessuna canzone):
Up patriots to arms (dice: "Benvenuti!")
Auto da Fé
No time no space
Un'altra vita
Tra sesso e castità
Il cammino interminabile
Il ballo del potere
Shock in my town (poi presenta il chitarrista Davide Ferrario)
Inneres auges (presenta il Quartetto Italiano)
Gli uccelli
Segnali di vita (presenta Carlo Guaitoli, al pianoforte)
J'entends siffler le train (finalmente, Battiato dice qualcosa che non siano parole di circostanza, commentando questi brani di origine francese)
La canzone dei vecchi amanti (La chanson des vieux amants) (grazie a Paola che mi ha scritto i titoli in francese, n.d.a.)
Povera patria
Prospettiva Nevskij (scorda alcune parole del testo, accenna un lallalalà ma poi si riprende subito, alla fine presenta il batterista, Giordano Colombo)
Le aquile
La cura
I treni di Tozeur (presenta Angelo Privitera, tastiere e computer)
La stagione dell'amore (presenta il sound engineer, Pino Pischetola, poi dice "Siete pronti?" con fare ammiccante, e inizia il prossimo brano)
L'era del cinghiale bianco (invasione, da parte del pubblico degli spalti, del parterre; da questo momento in avanti, l'entusiasmo è incontenibile)
Voglio vederti danzare
Summer on a solitary beach
Cuccuruccucu
Magic shop ("Mi sono dimenticato di dirvi..." e racconta di aver sentito un'annunciatrice televisiva, in un programma "...del basso ventre", citarlo in questa maniera: "Vagavo per i campi da tennis...")
The animal
E ti vengo a cercare
L'addio
Stranizza d'amuri
Centro di gravità permanente
Ventinove canzoni! Non so se mi spiego... (Sempre che non abbia dimenticato di riportarne qualcuna).
Ho già scritto i nomi dei musicisti, ma lo rifaccio per mettere un po' d'ordine; la band:
Battiato lascia il palco definitivamente alle 23.20, visibilmente stanco dopo i molti bis, ma anche soddisfatto. Poco prima, dice: "Mi siete piaciuti! Molto!" Il palaIsozaki si svuota del pubblico, altrettanto soddisfatto, in meno di dieci minuti, senza traumi. Diciamo che questa è una delle caratteristiche migliori della struttura torinese.
Quattro passi nel fresco della sera dei viali di Torino, in questa estate che sembrava non voler arrivare, e che ora non vuol più andar via, ci separano dalla macchina o dai mezzi pubblici per tornare a casa.
P.S. 19/9/2011
Il concerto di Torino avrebbe dovuto chiudere il Tour "Up Patriots to Arms" ma lo staff di Battiato ha annunciato un nuovo concerto GRATUITO il 5 ottobre 2011 a Biancavilla, in provincia di Catania.
Così, arriva Guccini, ed eccomi qua, di nuovo a scrivere di musica, dopo un bel po'. La cronaca: il concerto si è tenuto al Palaisozaki, o Palasport Olimpico di Torino, oppure chiamatelo come vi pare; biglietti a 12 Euro per il parterre e 15 Euro in tribuna, cioè molto meno del solito. Tutto esaurito in prevendita, già da parecchi giorni. Si dice spesso che i concerti di Guccini sia bello sentirli molto tempo dopo l'uscita di un nuovo disco perché, altrimenti, ci si deve sorbire una quantità di opere minori ancora sconosciute. Direi che questa volta, dopo anni dall'uscita dell'ultimo disco, è andata molto bene! Beh, sentite, so che a tanti non interessa molto dei miei commenti, e vogliono solo sapere se il Maestrone ha fatto questa o quella canzone. E allora, "a brutto muso", ecco qua la lista, così ci togliamo il pensiero e potete tornare a navigare su Facebook, se vi pare:
Canzone per un'amica ("voglio stupirvi con la prima canzone")
Lettera
Noi non ci saremo (ricordo di "Augustino", il primo che la cantò)
Vagabondando nella rete mi sono imbattuto in un mio articolo, ripreso da un altro sito con tutti i crismi dettati dalla netetiquette. Dopo un po' di eventi spiacevoli che mi hanno fatto un po' disaffezionare al mio blog, finalmente una novità che mi ha fatto piacere. Allora ho pensato di ricambiare, in qualche modo, la cortesia: